Meeting Franco Magni 8 Ottobre 2015
Prof. Lamberto Maffei
Accademia Nazionale Dei Lincei
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L’ambiente e il cervello
L’ambiente e il cervello sono legati da un matrimonio indissolubile. L’ambiente costituisce l’insieme di stimoli che il cervello riceve. La vita di quest’ultimo è legata agli stimoli e senza di essi è praticamente in coma. Discuterò di risultati di ricerche che trattano come l’ambiente in certi casi, come è noto, possa procurare patologia, ma opportunamente modulato, può diventare anche terapia. Nel caso di quest’ultima si riporta i meccanismi fisiologici che ne stanno alla base con la produzione di mediatori, fattori neurotrofici, neurormoni citochinine etc, una farmacologia endogena che simula i risultati ottenuti con la somministrazione delle stesse sostanze. Tratterò dell’influenza dell’ambiente durante l’età dello sviluppo, la vita adulta ma anche durante la senilità con riferimento particolare ai benefici che si possono ottenere durante i primi stadi della demenza senile.
Marcello Brunelli
Università di Pisa
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Neurobiologia del lampeggiamento nelle lucciole
Illuminando gli occhi di un maschio di lucciola ( Luciola lusitanica) si genera un blocco del lampeggiamento nella stessa lucciola e si osserva una depressione dell'intensità e della frequenza del lampeggiamento di una seconda lucciola, allorché le cavità corporee dei due animali siano connesse tramite un ponte salino. L'effetto inibitorio sulla seconda lucciola scompare dopo l'ablazione delle gonadi nella lucciola illuminata. Ciò dimostra che l'illuminazione degli occhi libera una sostanza inibitoria dai testicoli. Inoltre la stimolazione elettrica delle gonadi maschili produce un decremento di intensità nel lampeggiamento spontaneo e in quello elettricamente indotto, attraverso il rilascio di una sostanza inibitoria dal testicolo. La perfusione della cavità corporea di una lucciola maschio con omogenato delle gonadi produce una depressione reversibile dell'intensità sia dei flash spontanei che di quelli evocati elettricamente senza influenzare le volleys patogene. Indagini istologiche hanno mostrato che la parte corticale delle gonadi maschili è costituita da cellule che contengono nel loro citoplasma, numerosi granuli acidofili e floxinofilici. Il numero di granuli diminuisce dopo esposizione degli animali alla luce. La perfusione con granuli, isolati tramite centrifugazione in gradienti di saccarosio, produce gli stessi effetti della perfusione con l'intero omogenato. Poiché il numero di granuli oscilla nelle 24 ore attorno ad un valore medio costante, la fluttuazione del loro numero può essere meglio descritta come risultato di un rapporto tra frequenza di produzione e frequenza di rilascio. L'illuminazione degli occhi aumenta la frequenza del rilascio dei granuli rispetto alla frequenza di sintesi portando ad una netta perdita. In animali esposti a luce brillante per 24 ore, i granuli diminuiscono progressivamente nel tempo e la fluttuazione circadiana è completamente ridotta di numero. Indagini biochimiche su un pool di gonadi di lucciole sottoposte a flash luminosi hanno dimostrato che la presenza di noradrenalina, in un certo campione, è 10 volte maggiore della dose sogliare . Non si sono rilevate invece tracce di adrenalina. Si può concludere che la sostanza inibitoria rilasciata dalle gonadi in seguito a stimolazione fotica sia verosimilmente la noradrenalina.